London UK, HMV Hammersmith Apollo: 4-5-2010

 

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DVD Bootleg

the DVD bootleg has been recorded by
"Vaco Rossi International": only missing the
interludio of the band but quality is very good!
If you are interested in a copy, you can
send us an email and make us a proposal for a trade.

Source:
Flip video Ultra HD 8Gb camera

DVD 1

- Arrivo vasco (YouTube)
- Le prove (YouTube)
- Pubblico fuori

- Apertura Show: Intro classico
- Un gran bel film
- Ieri ho sgozzato il mio figlio
- Che cosa vuoi da me
- La nostra relazione
- Sto pensando a te
- gli angeli
- domenica lunatica
- Bollicine
- anima fragile
- Io ti perderó
- ad ogni costo
- Stupendo (YouTube)

DVD 2

- sono ancora in coma
- delusa
- quanti anni hai
- un senso
- deviazioni
- il mondo che vorrei
- sally
- dillo alla luna
- - vita spericolata
- canzone
- albachiara

 

 

 

Video

   
 
   
 

 

 

Ticket

 

Vasco at HMV Hammersmith Apollo

 


Review - Rockol.it

Live Report: Vasco Rossi @ Hammersmith Apollo Londra 04/05/10

Vasco Rossi da esportazione: la data di Londra, prima di cinque in alcune delle maggiori città del continente (seguiranno Bruxelles, Zurigo, Berlino e Barcellona), regala a Vasco Rossi una dimensione europea dopo una trentina d’anni di carriera.
Vasco non aveva mai suonato nel Regno Unito e andare a vedere “the Italian King Of The Stadiums” nella raccolta atmosfera di un teatro rappresentava già di per sè una ghiotta attrattiva. Inoltre, l’annuncio che sarebbero stati messi in vendita dei biglietti dell’ultim’ora, contribuiva alla formazione della ressa davanti all’Hammersmith Apollo di Londra la sera del 4 maggio.

Per la gioia dei bagarini, una quantita’ di festanti italiani si disponeva persino (quasi) in fila nella speranza di poter acquistare un tagliando, suscitando la curiosità degli abitanti delle vicinanze che, per quanti bene abituati al pubblico dei concerti, si saranno chiesti quale fosse il motivo dietro quella folla chiassosa, le urla, i cori da stadio. Difficile per loro capire che quella eterogenea mescolanza di età e abbigliamento era la Combriccola del Blasco UK. Difficile, peraltro, immaginare quanti tra loro siano riusciti poi ad entrare; in ogni caso, all’interno la sala sembrava accogliere ben oltre la capacità massima di 5000 persone. Semplicemente stracolma.

Puntuale, alle 20.00 Vasco inizia lo show. La rigidita’ della concertistica londinese prevede che tutto debba terminare alle 10:30, per cui l’orario di inizio prematuro per i nostri standard è la prima vera buona notizia: Vasco non si sarebbe risparmiato, offrendo ben oltre due ore di musica ai suoi fedeli d’oltremanica. La scelta dei brani non è necessariamente il ‘greatest hits’ che ti aspetti, anzi: cattura i vecchi fans come gli avventizi e già dalle prima battute propone spericolati abbinamenti e imprevedibili successioni di pezzi come ‘Bollicine’ e ‘Anima fragile’, o ‘Stupendo’ e ‘Un senso’. Rapidi uno-due che convergono in un gigantesco karaoke collettivo senza sottotitoli (ma sono pochi a non conoscere le parole…). Come al solito e più del solito, questo non è un concerto da guardare, ma al quale partecipare, un’altalena tra rock e melodiosi ricordi, la formula che garantisce da decenni a Vasco la corona di re del rock-pop italiano dal vivo. E Vasco corre, salta, gigioneggia, urla, scherza, ma sopratutto tiene le redini del lungo show, con la perizia che ci si aspetta da un animale da palco come lui, con una freschezza a tratti sorprendente: al contrario di quanto si direbbe dell’inossidabile statuarietà di Maurizio Solieri, anche nel 2010 il tempo pare avere scalfito solo il fisico del Blasco senza intaccarne la verve. Il pubblico è calamitato dal suo unico carisma alla buona, che niente toglie alla sua credibilita` da rockstar. ‘Canzone’ è l’inno all’amore perduto trasformata in omaggio e ricordo dello scomparso Massimo Riva, probabilmente il punto più alto di una comunque memorabile serata. Poi la inevitabile conclusione: una infinita ‘Albachiara’ come sipario.

Molti colleghi lo hanno preceduto, ed alcuni sono considerati a buon titolo ‘articoli da esportazione’. Tardivo ma suggestivo, il tour europeo di Vasco difficilmente contribuirà ad esportare il rock italiano all’estero – se assumiamo che la data di Londra funzioni come benchmark, si noti che il pubblico qui era assolutamente e quasi esclusivamente costituito da italiani. Ma torna a porre il filosofico dubbio di sempre: quanto la nostra musica sia penalizzata. E, al dubbio, aggiunge una curiosità: cosa sarebbe stato mai se, con i suoi numeri, Vasco fosse nato per caso in Inghilterra…?

Antonio Cherchi

 

Review - Altsounds.com

Christina M. made a beautiful review on Altsounds.com. Here you can read a part of it:

...Visually, I must admit, it’s between disturbing and embarrassing: not many 58 years old, actually not many human beings, if any, can look good in high wasted, tight jeans; and IF there is anyone who can proudly strut their stuff in a similar outfit, good old Vasco is surely not one of them: very spaghetti-redneck, with his big belly sticking out and his unmentionables squashed by the tight trousers’ crotch. The audience, however, doesn’t seem to care (and they never did really, come to think of it). All they see is his deep, gentle blue eyes, like a door to a world made solely of emotions.

Vasco gives the five thousand gathered at the Apollo almost two and a half intense hours of rock’n’roll and poetry, laughter and tears, starting with 1996's ‘Un gran bel film’ (‘a great, beautiful movie’) and taking us back to 1981 with ‘Ieri ho sgozzato mio figlio’ (‘Yesterday I cut my son’s throat’). It’s hard to find a highlight in a set list that covers over thirty years of Vasco’s career, as much as thirty years of my own life. ‘Domenica lunatica’ (‘Lunatic Sunday’) makes me dance, ‘Sono ancora in coma’ (‘I’m still in a coma’) makes me scream, ‘Delusa’ (‘Disappointed’) makes me laugh, ‘Stupendo’ (‘Awesome’) makes me think, ‘Sally’ makes me cry. And then the anthem ‘Vita spericolata’ (‘A daring life’) which is a manifesto of a generation, together with tonight's greatly missed ‘Siamo solo noi’ (‘It’s just us’).

However, what really deserves the spotlight tonight is the crowd: it’s like Italy just won the World Cup final. The enthusiasm, involvement and participation Latin people can express are second to none. A day spent at the surrounding pubs in preparation, after a night spent at the airport for many, translates in a merry haze, a 5,000 strong group hug melting into one unique voice, that takes over singing duties for the final classic medley of ‘Canzone’ (‘Song’) and ‘Albachiara’ (‘Bright dawn’). There are also plenty of home-made banners, from ‘Vasco sposami’ (‘Vasco marry me’) to several songs quotes. And when the last notes of ‘Albachiara’ fade and Vasco and his loyal band say their goodbyes, no one seems ready to leave: the lights come up, the roadies start taking the stage apart, and the public is all still there, standing, chanting and hoping for more. You know they could stay here and keep singing and drinking all night, and then more tomorrow... But it’s curfew time. ‘The system’ wins.

‘La combriccola del Blasco’ (‘Blasco’s gang’, one of his old hits from which he still carries the nickname Blasco) gets slowly dismembered by a tired and confused security staff, to get together again outside for a few more pints. There’s still plenty of time to enjoy the vibe, before heading back to the airport for the first Ryan Air flight in the morning. Vasco Rossi conquered London: his army can now retire.

 

Locandina

 

 

Pictures