Torino, Stadio delle Alpi: 19-06-2001

 

Concert ticket type 1

 

 

Bootleg

The quality of this bootleg CD is average, recorded in the crowd where you can taste and hear the excitement!!

CD 1 (54m54)

Stendimi
Quel vestito semplice
Ieri ho sgozzato mio figlio
Io ti accontento
Stupendo
Colpa d’Alfredo
Sono ancora in coma
Tu vuoi da me qualcosa
La nostra relazione
Canzone
Standing ovation
Ti prendo e ti porto via

CD2 (79m25)

Perché non piangi per me
Io no
Siamo soli
Sally
Gli spari sopra Delusa
Mi si escludeva
Canzone generale
Stupido hotel
Bollicine
Rewind
Vivere
Ridere di te
Vita Spericolata
Albachiara

concert ticket type 2

 

Source/fonte: "Vasco Rossi...e poi, voi" - Francesco Corbetta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Stampa

 

Dal http://www./digilander.libero.it/axllic/concerti/190601.htm

GRANDISSIMO VASCO, COME SEMPRE! NELLA SPLENDIDA CORNICE DELLO STADIO DI TORINO HA DATO VITA AD UN CONCERTO MEMORABILE, LUNGHISSIMO (3 ORE PER 26 CANZONI), PIENO DI EFFETTI SPECIALI E LUCI LASER, MA CON AL CENTRO COME SEMPRE SOLO LA MUSICA E L'AMORE DEL PUBBLICO VERSO IL BLASCO. L'AVVENTURA COMINCIA PRESTISSIMO NEL CALDO POMERIGGIO PER ME, KATIA, ILARIA, MARCO, SILVIA E SILVIETTA. PER ME QUESTO E' UN CONCERTO PARTICOLARE PERCHE' SONO IN PIENA CRISI E MI DARA' LA FORZA PER CAPIRMI DEFINITIVAMENTE. SULL'AUTOSTRADA MILANO - TORINO NON SI VEDONO ALTRO CHE MACCHINE E PULMINI DI GIOVANI CHE ASCOLTANO UN CD DI VASCO A TUTTO VOLUME VESTITI CON FASCE E MAGLIETTE DEL NOSTRO IDOLO! E' IMPRESSIONANTE SOPRATTUTTO AL CASELLO QUANDO LA GENTE SI METTE A CANTARE IN CORO UNA CANZONE! PER NON PARLARE DELLA CODA ALL'USCITA DELLO STADIO, TANTO CHE SIAMO ARRIVATI ALLA BARRIERA DI MILANO ALLE 4.00 DEL MATTINO VERAMENTE PROVATI MA CONTENTI! IL DELLE ALPI E' STRACOLMO IN OGNI ORDINE DI POSTO, SIA SUL PRATO (NOI SAREMO ALLA FINE MOLTO AVANTI) CHE SULLE TRIBUNE E LO SPETTACOLO NON LASCIA CHE A BOCCA APERTA. IL PALCO E' ENORME E STUPISCONO SOPRATTUTTO LE LUCI, IMPRESSIONANTI PER POTENZA E NUMERO.

IL CONCERTO E' IL SOLITO FENOMENALE SHOW DI VASCO, DURANTE IL QUALE VENGONO PROPOSTE TUTTE LE CANZONI DELL'ULTIMO LP STUPIDO HOTEL E TUTTI I CLASSICI DEL BLASCO, MA ANCHE PEZZI CHE DAL VIVO SONO SUONATI MOLTO RARAMENTE. NESSUNO DEI MUSICISTI O LO STESSO VASCO SI RISPARMIA E LA SERATA PASSA VIA VELOCEMENTE MALGRADO IL CALDO AFRICANO E LA RESSA TALVOLTA INSOPPORTABILE!

SETLIST

Stendimi
Quel vestito semplice
Ieri ho sgozzato mio figlio
Io ti accontento
...Stupendo
Colpa d'Alfredo
Sono ancora in coma
Tu vuoi da me qualcosa
La nostra relazione
Canzone
Standing ovation
Ti prendo e ti porto via
Perchè non piangi per me
Io no
Siamo soli
Sally
Gli spari sopra
Delusa
Mi si escludeva
Canzone generale
Stupido hotel
Bollicine - 1° bis
Rewind - 1° bis
Vivere - 1° bis
Vita Spericolata - 2° bis
Albachiara - 2° bis

 

Repubblica — 20 giugno 2001 pagina 7 sezione: TORINO

Sessantamila per la rockstar al Delle Alpi

Potete odiarlo, potete fregarvene, fa venire i brividi. «Mi chiamo Sabrina, ho 28 anni e sono un' impiegata. Il primo sogno della mia vita è riuscire ad arrivare sotto il palco (ce la faremo, vero Dani?), il secondo è fare un mucchio di soldi. Vasco per me è il contrario di Baglioni. Mi piace un casino perché è ribelle, vorrei essere come lui, diversa da tutti gli altri». Mentre Sabrina si racconta dietro agli occhiali da sole con le lenti azzurre - chi non li ha da queste parti è fuori dal mondo - il ribelle è dietro il palco che si mangia un piatto di spaghetti al pomodoro, unica richiesta particolare per le ore di raccoglimento e concentrazione che precedono il concerto. Che poi più che un concerto è un rito laico, una festa felice, una storia di popolo. Sono le sei di sera. I ragazzi srotolano gli striscioni: «Non importa se la vita sarà breve, noi vogliamo godere, godere, godere». Rime facili: «Beinasco per Vasco». Dichiarazioni romantiche ripiegate su stesse: «Se la tua musica fosse un sentimento, ti diremmo ti amo». In arrivo la più grande rockstar italiana, per qualcuno l' unica. Torino la fredda sa essere capace di accoglienze calorose. Infatti Vasco dice soltanto questo: «Qui sono come a casa, in questa città solo concerti memorabili». E non è retorico. Di rock nel camerino ci sono i biscotti vicini alla bottiglia di whisky, la birra, i pistacchi, la frutta fresca, confusione, creatività, inquietudine. C' è l' uomo di fiducia che veglia sul raccoglimento dell' artista: è soprannominato Roccia, fa la guardia del corpo, l' autista, il factotum del Blasco. Stanno arrivano in sessantamila, molti più che per la Juventus in corsa per lo scudetto di domenica scorsa. Nel frattempo una cosa è chiara: il popolo del Vasco non si vergogna di esibire la pancia. Anche chi ne ha una di taglia extralarge la tira fuori con noncuranza e ci beve sopra un «bel birrozzo formato familiare». Sul prato Delle Alpi è un tripudio di ombelichi, canottierine minuscole, reggiseni push up, signorine accaldate e ragazzi con il petto depilato in perfetta osservanza del modello Taricone. Facce da conquista. Facce sperse. Sara urla nel telefonino: «Dove cazzo siete finiti?». Lo speaker urla nell' impianto: «Non accalcatevi, sdraiatevi, state tranquilli, se volete fate l' amore, ma non accalcatevi che è ancora troppo presto». Tensione erotica, relax familiare, svacco totale. Tutto si mischia, e diventa una cosa sola. Salami che spuntano dagli zaini, cartine di prosciutto che saltano fuori dai marsupi. Un ragazzo ha in mano una tanica di benzina da cinque litri piena di birra scura doppio malto. Chi non si è organizzato paga: un ghiacciolo quattromila, un cestino di popcorn cinquemila lire. «Mi chiamo Paolo, ho 32 anni, gestisco un pub a Santa Rita. La forza di Vasco è che usa un linguaggio semplice e diretto, parla delle cose di tutti senza ipocrisie. Io credo che il suo segreto sia proprio questo: saper esprimere i sentimenti e le incazzature della gente normale». Ci sono due parole che ritornano molto spesso. Una è normalità. L' altra è il suo contrario in varie sfumature. «Io sono Luca, del ' 77, vivo a Nichelino e studio Economia e Commercio. Nelle sue canzoni Vasco parla di una vita sregolata che è bella da vivere. Io vorrei essere così, ma non lo sono fino in fondo» . Chissà se sapessero che il signor Rossi lunedì è andato a mangiare alla «Spada Reale» di via Principe Amedeo e ha ordinato uova di quaglia. Ma il piatto preferito di Vasco - giurano quelli che lo conoscono bene - è il riso o la pasta con il sugo rosso. Nessuna stravaganza. E poi ad ogni cena, ad ogni ristorante, esce dall' albergo accompagnato solo dal suo gruppo e finisce immancabilmente per sedersi a tavola anche con qualche ammiratore incontrato sulla strada. È successo anche nei suoi giorni torinesi. Vasco Rossi è un catalizzatore di entusiasmi. Hit parade delle canzoni preferiti dal popolo del Vasco: Alba chiara, Gli angeli, Una canzone per te, Siamo solo noi. «Mi chiamo Valeria ho 27 anni, faccio la mastra elementare precaria a Pettinengo, un paesino vicino a Biella. Vasco piaceva anche a mia madre, questo per dire come l' ho conosciuto. Ma riesce ad essere sempre precisamente dentro al tempo. Parla ai giovani di oggi come a quelli di dieci anni fa. Parla della vita. Io faccio ascoltare le sue canzoni ai miei allievi. Quest' estate niente vacanze, vado in Toscana con i bambini delle colonie Fiat. Vasco è così: vita, amore, bambini, casini» . Luca, 25 anni, tecnico elettronico, aggiunge: «Secondo me è il migliore perché tira di bamba». Poi però non vuole approfondire l' argomento. Ma davvero non sembra esserci nulla di maledetto da queste parti: sulle gradinate, sotto al palco e nelle ultime file. Ci sono persone semplici, niente fighetti, niente snob: l' oggetto di culto è la bandana intorno alla testa con il nome del rockstar, il massimo del fuori moda e del romantico. «Mi chiamo Federica, ho 19 anni, faccio l' impiegata. Vasco è il migliore perché ha una voce spettacolare, il mio liquore preferito è la crema di wisky, ma se devo ubriacarmi mischio tutto. Quest' estate vado in campeggio con i mie amici nel sud della Spagna, suoniamo le sue canzoni alla chitarra. Questo è il terzo concerto che vedo». L' unico vip annunciato e presente è Piero Chiambretti, un ammiratore e un amico. Il resto sono ragazzi e ragazze che si baciano e si abbracciano, che cantano, si emozionano e si sentono insieme. Ci sono anche ragazzi di quarant' anni. Hanno gli occhi rossi quando il Vasco canta «voglio una vita spericolata». Stringono le mani di mogli ingrassate a fare il sugo e tirare avanti. È andata così.
- NICCOLO ZANCAN